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Avvocato
Senior Associate

Andrea Barbero

Andrea Barbero

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Armonia

Abilitazioni

Avvocato, Italia

Lingue

Madrelingua: Italiano

Inglese

Sede

Laurea in Giurisprudenza, Università degli Studi di Torino, 2015

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IPG Journal di Andrea Barbero

25/01/2024

DAC 7, al via lo scambio automatico dei dati in possesso dei gestori delle piattaforme digitali

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D. Lgs. 1° marzo 2023 n. 32, il Legislatore nazionale ha recepito la direttiva 2021/514/Ue (DAC 7), avente ad oggetto le procedure di scambio automatico dei dati in possesso dei gestori delle piattaforme digitali. Il successivo il provvedimento attuativo n. 406671/2023, rilasciato il 21 novembre 2023, ha poi fornito le modalità attuative della normativa in esame. Si rendono dunque applicabili gli obblighi introdotti in tema di scambio di comunicazione previsti dalla DAC 7. Nello specifico, l’obiettivo della DAC 7 è quello di monitorare le piattaforme digitali, attraverso cui gli operatori economici propongono verso corrispettivo i propri servizi, con alcune eccezioni (ad esempio, i servizi di locazione immobiliare, essendo escluse dal monitoraggio le società per le quali, nell’anno, la piattaforma ha intermediato oltre 2.000 locazioni per ogni “proprietà inserzionata”, i.e. unità immobiliare posta al medesimo indirizzo). Adempimento – Il gestore della piattaforma stabilito in uno Stato acquisisce ai fini della DAC7 i dati di un venditore (intendendosi per tale anche una persona che offre i propri servizi per il tramite della piattaforma) residente in un secondo Stato, inoltrandoli poi alla propria Amministrazione Finanziaria. Quest’ultima, in un secondo tempo, li trasmette all’Amministrazione dello Stato di residenza del venditore. Per i servizi di locazione immobiliare, i dati dell’attività intermediata sono trasmessi anche all’Amministrazione dello Stato in cui l’immobile è situato.   Soggetti obbligati: tutti i gestori di piattaforme digitali che non si considerino esclusi (vedasi infra), oltre ai c.d. FPO (Foreign Platform Operator), ovvero i gestori di piattaforma non residenti a fini fiscali, né costituiti o gestiti in uno Stato Membro, né con stabile organizzazione in uno Stato Membro, ma che facilitano l'esecuzione di un'attività pertinente da parte di venditori oggetto di comunicazione o di un'attività pertinente che comporta la locazione di beni immobili ubicati in uno Stato Membro, senza però essere gestori di piattaforma qualificati non-UE.   Venditori esclusi – Il Decreto di attuazione prevede, così, che il gestore della piattaforma debba espletare un’attività di adeguata verifica per individuare i c.d. “venditori esclusi”, da non monitorare (le società per le quali la piattaforma ha intermediato oltre 2.000 locazioni o per le quali la piattaforma ha intermediato meno di 30 transazioni, per le quali i corrispettivi versati non eccedono i 2.000 euro).   Venditori NON esclusi – Per i venditori non esclusi, occorre acquisire in primo luogo i dati anagrafici (nome, cognome, eventuali codice fiscale o numero equivalente e partita IVA, se persona fisica; ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e partita IVA, nonché numero di identificazione fiscale, se il venditore è una società), per i quali il gestore della piattaforma può utilizzare le informazioni e i documenti di cui dispone nei propri archivi, unitamente a quelli disponibili in banche dati dell’Unione per il controllo dei numeri di identificazione fiscale (es. VIES). Solo nel caso in cui il gestore rilevi inesattezze, lo stesso può richiedere al venditore di fornire elementi giustificativi, quali documenti di identificazione o un certificato di residenza fiscale. Oltre a ciò, occorre acquisire i dati delle transazioni intermediate dalla piattaforma nel corso dell’anno oggetto di monitoraggio.   Territorialità – Ai fini della “territorialità”, il venditore si considera residente nello Stato in cui ha la sua sede principale. Tuttavia, se il venditore ha un codice fiscale rilasciato da un altro Stato, lo stesso si considera residente anche di tale secondo Stato.   Decorrenza – Le procedure di adeguata verifica devono essere svolte entro il 31 dicembre dell’anno oggetto di comunicazione. Dopo di che, i dati sono inviati dal gestore all’Agenzia delle Entrate entro il mese successivo, mentre l’Agenzia delle Entrate invia i dati alle altre Amministrazioni interessate entro i due mesi successivi (entro il 29 febbraio 2024 per i dati del 2023). Disciplina transitoria: il gestore di piattaforma con obbligo di comunicazione espleta  le  procedure  di adeguata verifica in materia fiscale entro il 31 dicembre del secondo periodo oggetto di comunicazione per i venditori già registrati sulla piattaforma alla data di entrata in vigore del  presente  decreto  o  alla  data  in  cui  un’entità  è divenuta, per la prima volta, gestore di piattaforma con  obbligo  di comunicazione.   Scelta dello stato membro: i gestori di piattaforma obbligati e qualificabili come tali in almeno un altro Stato Membro informano l'Agenzia delle Entrate della scelta relativa allo Stato Membro nel quale decidono di adempiere all'obbligo di comunicazione. Ai fini dell'esercizio della scelta di cui al punto precedente, i gestori di piattaforma con obbligo di comunicazione si avvalgono delle funzionalità ad essi rese disponibili tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate, fornendo i seguenti dati: denominazione; codice fiscale; stati membri di residenza, ovvero gli ulteriori Stati membri: ai sensi della cui normativa è stato costituito, disciplinato o regolamentato, oppure in cui è situata la stabile organizzazione. in cui si trova la sede di direzione, compresa la sede di direzione effettiva, oppure NIF negli Stati membri di cui al punto precedente, se presente; domicilio fiscale individuato ai sensi dell'art. 58 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600; stato Membro nel quale si è deciso di adempiere all'obbligo di comunicazione; dichiarazione di aver provveduto a informare di tale scelta le Autorità Competenti degli altri Stati membri interessati. La scelta di cui al punto precedente va comunicata entro il 31 gennaio dell'anno successivo all'anno civile cui si riferisce la comunicazione.   Dati da comunicare: I gestori di piattaforma obbligati forniscono le seguenti informazioni: il codice fiscale, ovvero l'IIN, del soggetto che effettua la comunicazione; l'indirizzo di posta elettronica del soggetto che effettua la comunicazione; le informazioni di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo. Ai fini dell'individuazione di dette informazioni si applicano le ulteriori definizioni contenute nel decreto legislativo; il codice fiscale italiano, ove presente, dei venditori oggetto di comunicazione cui si riferiscono le informazioni richiamate nella lettera c).   Termini: i gestori di piattaforma obbligati trasmettono le informazioni relativamente al periodo oggetto di comunicazione, entro il 31 gennaio dell'anno civile successivo all'anno cui si riferisce la comunicazione. Le prime informazioni sono comunicate entro il 31 gennaio 2024.   Modalità di comunicazione: i soggetti obbligati trasmettono le informazioni richieste dalla normativa utilizzando i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate secondo il formato XML descritto nell'allegato al provvedimento n. 1 “Tracciato XML e schema XSD”   Pluralità di gestori obbligati: qualora vi siano più gestori di piattaforma con obbligo di comunicazione in relazione alle medesime informazioni, ciascuno di essi è esonerato da tale obbligo se può provare che le stesse sono state comunicate da un altro gestore di piattaforma con obbligo di comunicazione. Il gestore esonerato effettua in ogni caso una “Comunicazione di assenza di dati da comunicare” con le medesime modalità di cui sopra, contenente le seguenti informazioni relative al gestore di piattaforma che assume l'obbligo di comunicazione: stato Membro di residenza, come definito al precedente punto 1.1. lettera d); NIF; nome/denominazione; indirizzo. Il gestore di piattaforma che assume l'obbligo di comunicazione in luogo di altri, è tenuto a comunicare, per ciascun gestore di piattaforma per il quale assume l'obbligo di comunicazione, le informazioni di cui alle lettere da a) a d) del punto precedente.   Obblighi per i gestori esclusi: Al fine di poter fornire la dimostrazione che il suo intero modello di affari è tale da non includere venditori oggetto di comunicazione, il gestore di piattaforma escluso è tenuto a comunicare le seguenti informazioni, utilizzando i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate: denominazione; codice fiscale; Stato Membro di residenza; domicilio fiscale individuato ai sensi dell'art. 58 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600; indirizzi elettronici, inclusi i siti web; attestazione sotto la propria responsabilità del motivo di esclusione; anno per cui si ritiene escluso. Il gestore di piattaforma escluso espleta tali formalità, relativamente al periodo oggetto di comunicazione, tra il 1° e il 31 gennaio dell'anno civile successivo all'anno cui si riferisce la comunicazione.   Obblighi per gli FPO: Gli FPO che non siano già in possesso delle credenziali di accesso ai servizi telematici dell'Agenzia delle entrate procedono a richiederle online, sul sito istituzionale, selezionando il valore DAC7 e compilando un modulo disponibile nella sezione a libero accesso redatta in lingua inglese. Il Centro Operativo di Pescara (o COP), effettuate le necessarie verifiche, comunica al richiedente, a mezzo posta elettronica, il codice identificativo per l'accesso ai servizi telematici dell'Agenzia delle entrate, la password di primo accesso e le prime 4 cifre del codice PIN, unitamente alle istruzioni, in lingua inglese, per accedere alle funzionalità che consentono di ottenere la seconda parte del PIN e completare il processo di registrazione. Gli FPO già in possesso delle credenziali ottenute per la registrazione al regime “OSS non-Union scheme” integrano, nell'area riservata del sito istituzionale dell'Agenzia delle entrate la richiesta precedente chiedendo la possibilità di utilizzo delle credenziali anche ai fini della registrazione ai fini della DAC7. Tale richiesta integrativa sarà verificata dal COP e ne sarà comunicato l'esito al richiedente. Gli FPO, in possesso delle credenziali di cui ai punti 5.1. o 5.3., contestualmente all'avvio della propria attività di gestore di piattaforma, effettuano la registrazione nell'area riservata del sito istituzionale dell'Agenzia delle entrate, comunicando le seguenti informazioni: denominazione o ragione sociale; indirizzo postale; indirizzi elettronici, inclusi i siti web; eventuale NIF rilasciato al gestore di piattaforma con obbligo di comunicazione; una dichiarazione contenente le informazioni concernenti l'identificazione del gestore di piattaforma con obbligo di comunicazione ai fini dell'IVA nell'Unione europea, ai sensi del titolo XII, capo 6, sezioni 2 e 3, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; gli Stati membri in cui i venditori oggetto di comunicazione sono residenti ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo; una dichiarazione di cui all'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 attestante la circostanza che il gestore di piattaforma non ha subito da parte di una o più Autorità Competenti degli Stati membri i provvedimenti di revoca della registrazione ai sensi dell'Allegato V, sezione IV, parte F, punto 7, alla direttiva 2011/16/UE del Consiglio del 15 febbraio 2011. Al temine della procedura di registrazione sarà assegnato all'FPO un IIN, come definito al punto 1.1. lettera h). L'Agenzia delle Entrate comunica le informazioni di cui ai punti precedenti al Registro Centrale Sicuro previsto dall'articolo 8ac, paragrafo 5, della DAC7. L'Agenzia delle entrate chiede la cancellazione dell'FPO dal Registro Centrale Sicuro nei seguenti casi:   l'FPO, utilizzando i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate, comunica che non esercita più attività che lo qualificano come tale; in assenza della comunicazione di cui alla lettera a), il COP ha sufficienti elementi per ritenere che l'FPO abbia cessato l'attività; l'FPO non soddisfa più le condizioni per essere considerato non qualificato non-UE ai sensi del presente provvedimento; nell'ipotesi di revoca. Nell'ipotesi di revoca, l'FPO può chiedere al COP di essere nuovamente autorizzato a registrarsi a condizione che fornisca adeguate garanzie in merito all'ottemperanza agli obblighi di comunicazione, compresi eventuali obblighi di comunicazione residui non adempiuti. Il COP, effettuate le opportune verifiche, valuterà se concedere tale autorizzazione, informando l'FPO della sua decisione.   Sanzioni – L’omessa comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle informazioni richieste è punita con la sanzione prevista dall’art. 10 comma 1 del DLgs. 471/97, aumentata della metà, i.e. da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 31.500 euro. Se le informazioni sono fornite in modo incompleto o inesatto, la sanzione “base” è ridotta della metà, e quindi va da 1.000 euro a 10.500 euro.    

20/12/2023

Comunicazione dei dati sui pagamenti elettronici - attuazione della direttiva (UE) 2020/284

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. 18 ottobre 2023 n. 153, in attuazione della direttiva  (UE)  2020/284  del  Consiglio  del  18 febbraio 2020 che modifica la direttiva 2006/112/CE, il Legislatore ha recepito nell’ordinamento nazionale i nuovi obblighi per  i  prestatori  di servizi di pagamento (PSP) inerenti la raccolta e conservazione delle informazioni sui “pagamenti transfrontalieri”. Vengono così introdotti al Decreto IVA (DPR 633/1972) gli articoli da 40-bis a 40-sexies, contenuti nel nuovo Titolo II-bis. Di seguito si propone una sintesi delle principali caratteristiche dell’adempimento in esame. La normativa: dal prossimo 1° gennaio 2024 è previsto l’obbligo di raccolta e conservazione delle informazioni sui "pagamenti frontalieri". I dati raccolti da parte delle Amministrazioni Finanziarie dei paesi membri, confluiranno in un’apposita centrale di informazioni (“Central Electronic System of Payment Information” o “CESOP”), che avrà il compito di “archiviare, aggregare e analizzare, in relazione a singoli beneficiari, tutte le informazioni pertinenti in materia di IVA sui pagamenti”, costituendo un supporto che gli Stati membri potranno utilizzare per individuare comportamenti irregolari nell’assolvimento degli obblighi IVA.   Oggetto della comunicazione: sono considerati pagamenti transfrontalieri, quelli in cui “il pagatore è localizzato in uno Stato membro dell’Unione europea e il beneficiario è localizzato in un altro Stato membro, in un territorio terzo o in un paese terzo” (nuovo art. 40-ter del DPR 633/72).   Nozione di localizzazione: Ai  fini  dell'applicazione  dell'obbligo  di conservazione e trasmissione delle informazioni relative  ai  servizi di pagamento di cui al presente titolo:   Il pagatore si considera localizzato nello stato menbro corrispondente:   all'IBAN del conto di pagamento del pagatore o a qualsiasi altro identificativo che individui, senza ambiguità, il  pagatore  e fornisca la sua localizzazione oppure, in assenza di tale identificativo,   al BIC o ad  altro  codice  identificativo  d'azienda  che individui, senza ambiguità, il prestatore di  servizi  di  pagamento che agisce per conto del pagatore e fornisca la sua localizzazione;   il beneficiario si considera localizzato nello Stato membro, nel territorio terzo o nel paese terzo corrispondente:   all'IBAN del conto  di  pagamento  del  beneficiario  o  a qualsiasi altro identificativo che individui,  senza  ambiguità,  il beneficiario e fornisca la sua localizzazione oppure, in assenzaditale identificativo,   al BIC o ad  altro  codice  identificativo  d'azienda  che individui, senza ambiguità, il prestatore di  servizi  di  pagamento che  agisce  per  conto  del   beneficiario   e   fornisca   la   sua localizzazione.   Dati oggetto di comunicazione e conservazione: In ordine ai dati da conservare, il nuovo art. 40-sexies del DPR 633/72 stabilisce che la documentazione contenga, tra le altre, le seguenti informazioni:   il BIC o altro codice identificativo d’azienda che individui il prestatore di servizi di pagamento; il nome o la denominazione commerciale del beneficiario del pagamento; se disponibile, il numero di identificazione IVA o il codice fiscale nazionale del beneficiario; l’IBAN o un altro identificativo che individui il beneficiario e ne fornisca la localizzazione; ove disponibile, l’indirizzo del beneficiario che figura nella documentazione del prestatore di servizi di pagamento; i dettagli dei pagamenti transfrontalieri (la data e l’ora del pagamento, l’importo e la valuta, ecc…).   Soglia minima per l’invio: l’obbligo di invio della comunicazione si applicherà ai PSP nel caso in cui “nel corso di un trimestre civile”, detto PSP fornisca servizi di pagamento “corrispondenti a più di venticinque pagamenti transfrontalieri allo stesso beneficiario” (art. 40-ter).    Termine per l’invio: i prestatori di servizi di pagamento dovranno trasmettere le informazioni entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre civile cui esse si riferiscono.   Termine per la conservazione: Le nuove disposizioni impongono ai PSP l’obbligo di conservazione (art. 40-ter del DPR 633/72) delle informazioni inerenti la comunicazione in esame, per un periodo di tre anni civili dalla fine dell’anno corrispondente alla data di pagamento.   Modalità tecniche: Le modalità tecniche di trasmissione, definite mediante il provvedimento n. 406675 dell’Agenzia delle Entrate, prevedono che la comunicazione sia effettuata attraverso il Sistema di Interscambio dati (SID). L’Amministrazione Finanziaria, a sua volta, sarà tenuta a inoltrare i dati al CESOP entro il decimo giorno del secondo mese successivo al trimestre di riferimento. In caso di esito positivo, viene inviata una ricevuta che contiene una descrizione sintetica dei dati acquisiti. Il file può tuttavia essere scartato e, in tal caso, i dati si considerano come mai trasmessi. Nell’ipotesi di compiuta ricezione del file da parte dell’Amministrazione finanziaria, l’invio “non può considerarsi completato fin quando la comunicazione non sarà inviata ai sistemi della Commissione europea”. Una volta che i dati acquisiti da parte dell’Agenzia delle Entrate sono successivamente trasmessi al CESOP, quest’ultimo rilascia a seguito del positivo esito dei controlli, un’ulteriore e definitiva ricevuta.   Errori/omissioni: In caso di omissioni o errori, i soggetti obbligati possono trasmettere una comunicazione di cancellazione, “che elimina integralmente tutti i dati già trasmessi e acquisiti”. È consentita, inoltre, la rettifica o la cancellazione dei dati trasmessi “relativi a singoli esercenti per il trimestre e l’anno indicati nella comunicazione di rettifica”.   Regime sanzionatorio: in caso di violazione degli obblighi di conservazione si applicano le sanzioni di cui all’art. 9 comma 1 del DLgs 471/97 (da 1.000 a 8.000 euro); qualora, invece, siano violati gli obblighi di comunicazione, troveranno applicazione le sanzioni di cui all’art. 10 comma 1 del DLgs. 471/97 (da 2.000 euro a 21.000 euro).   Considerati i riflessi pratici, la tematica in esame avrà un impatto particolarmente rilevante nel settore dell’e-commerce.